20 settembre 2017

Giornata Mondiale Alzheimer

CareGiver e Alzheimer


Ormai la figura del CareGiver è una figura fondamentale nella nostra società. È colui/colei (più spesso colei) che si prende cura dei familiari che hanno bisogno di assistenza continua. All’interno di questa categoria sono presenti anche volontari o chi lo fa per lavoro.


Quello del CareGiver è un’occupazione che ruba molto più tempo del normale, specialmente se si tratta della cura di un familiare. Per svolgere al meglio questo ruolo è importante conoscere le leggi e i propri diritti, poichè spesso le persone in cura restano in casa.


Alcune fondamentali indicazioni per sopravvivere a questa occupazione così impegnativa:
- La malattia del tuo caro non deve essere sempre al centro della tua attenzione
- Devi trovare spazi e momenti di svago
- Presta attenzione alla comparsa di sintomi della depressione
- Accetta l’aiuto di altre persone che possono svolgere compiti al posto tuo
- Studia e conosci la malattia della persona di cui ti prendi cura
- Conosci i tuoi diritti di persona e cittadino, anche con l’aiuto di alcune associazioni

In questo articolo, alcuni argomenti da conoscere a fondo per essere in grado di padroneggiare, per quanto possibile, la malattia dell’Alzheimer.


Abbigliamento


Vestirsi per una persona malata di Alzheimer è spesso difficile o impossibile. È difficile, infatti, eseguire le sequenze necessarie per farlo. Il malato non è in grado di comprendere la stagione e dunque distinguere i vestiti per l’estate e per l’inverno Infine i tremori e la rigidità muscolare impediscono i movimenti.alzheimer-picture.jpg Il vestirsi richiede la conservazione dei movimenti, della forza, della coordinazione e dell’equilibrio.
Si possono dunque utilizzare alcuni accorgimenti: eliminare bottoni, stringhe, cinture, chiusure lampo, fantasie non accostabili o che provocano confusione, collant o calze con tallone; prediligere invece il velcro, gli elastici in vita, l’abbigliamento reversibile (cioè che il davanti possa essere indossato come dietro), le calze o i calzini a tubo. I colori pastello o comunque facilmente accostabili. Meglio non costringere a scegliere fra molte opzioni, ma abbia a disposizione solo ed esclusivamente i capi di stagione.
 Si dovrebbe anche tenere conto delle inclinazioni della persona, ad esempio l’intolleranza per i pantaloni di alcune signore o per l’abbigliamento sportivo.


Aggressività


Un malato di Alzheimer può avere spesso reazioni rabbiose. Queste sono dovute a una percezione della realtà sbagliata. Capita che la persona che vi sta accanto non comprenda quello che sta accadendo, per esempio non ricorda dove ha messo un oggetto particolare, non riesce a seguire una conversazione, non ricorda una spiegazione, non è in grado di interpretare una situazione, si sente minacciato... La maggior parte delle volte, quindi, queste reazioni aggressive sono dovute dalla paura. Il caregiver il questo caso dovrà tenere comportamenti adeguati e rassicuranti. Una risposta a voce alta, gesti bruschi o con espressione arrabbiata, può solo provocare un aumento di aggressività da parte del malato.

Wondering


Avviene nel momento in cui la persona vaga senza meta per la casa o tenta di fare sempre lo stesso percorso senza fermarsi mai.
Quando il malato si trova in questa situazione bisogna cercare di comprendere i suoi bisogni: ha dolori che passano camminando? Ha fame e sta cercando cibo? Deve andare in bagno e lo sta cercando? Era abituato a camminare a quell’ora?


In ogni caso sarebbe bene trovare attività durante la giornata che lo coinvolgano e che non gli portino noia. Inoltre è importante camminare con lui orientandolo e rassicurandolo. Ricordate di rimuovere eventuali ostacoli che possono presentarsi lungo il percorso.


Ripetitività


La ripetitività, delle domande o dei gesti, è un sintomo sempre presente ma anche logorante per il Caregiver. Può essere utile tentare di distrarre la persona facendolo concentrare su altri argomenti, ma è anche importante rispondere con informazioni costanti (“Dov’è l’acqua?” “Sul mobile”).


Ambiente


L’ambiente per un malato di Alzheimer è terapeutico, ma per renderlo tale è necessario tenere conto di certe caratteristiche. Bisogna infatti seguire criteri di funzionalità e sicurezza, in modo da sollecitare il benessere emozionale.


alzheimer-pictures2.jpgL’ambiente deve essere chiaro e ben strutturato. Devono essere presenti poche opzioni e deve dare la possibilità di favorire la concentrazione. Deve essere stabile e familiare, per dare la possibilità di seguire modelli di comportamento già conosciuti dal malato. 

  
 Il malato nell’ambiente in cui vive, dovrà trovare suggerimenti per la memoria, percorsi lineari e segnalati, oggetti e mobili familiari, foto e ricordi personali, cartelli e disegni indicativi delle funzioni, suggerimenti per il comportamento (oggetti ben visibili, la funzione delle stanze evidenziata), e un aiuto per ancorarsi alla realtà (calendari, orologi, foto della stagione ecc.). Attenzione viceversa all’indebolimento del senso di realtà indotto da piante e fiori di plastica o poster giganti ecc..


 Quando si deve organizzare la casa per un malato che non è più in grado di vivere da solo, l’obiettivo sarà quello di rendere la casa adeguata alle sue diminuite capacità. Questo comprende il non cambiare più di tanto quindi non svuotare le stanze, ma ridurre gli oggetti e gli stimoli, eliminare i pericoli pur non modificando sostanzialmente le sue abitudini.


È una malattia lunga e impegnativa per i CareGiver, è importante essere consapevoli di cosa si sta parlando partecipando anche ad incontri di gruppo come quelli proposti dall’associazione AIMA.
Fonte: AIMA


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